MERCOLEDì
*attenzione: linguaggio squirrile
Mercoledì parlavo con l’oncologa che mi fa:
<<Sara quest’anno son 40!!!! cosa organizzi di bello?>>
e io in sincerità:
<< macché! Cosa vuoi che organizzo Doc! Sono in piena terapia, non ho il sistema immunitario e sto anche di cacca… quindi cosa vuoi che organizzo? Niente! Che tanto non sto bene… volevo far la festa grossa per i 40! ma farò come sempre, che un paio di giorni prima vedo come sto e magari vado last minute in una città italiana a vedere un museo, una mostra, a riempirmi di meraviglia 🙂 che poi io mi diverto un sacco e son tutta un “Guarda qui! Guarda là! Ma lo sapevi che questo ha questa storia qui?! …” e mio marito intanto si straccia i maroni e sta a sedere su un divanetto ad aspettare che io abbia finito di giocare con il mondo>>
e in quello stesso istante, mentre ascoltavo quelle parole uscire dalla mia bocca, dentro la mia testa risuonavano invece le parole che avevo detto alla giornalista ad Ottobre quando mi ha intervistato per la mostra in ospedale:
<< il nome della mostra è “Like a Queen” perché, hai detto, “dobbiamo sognare come Regine anche quando non pensiamo di portarlo fare” … e tu Sara cosa sogni ora? >>
<< il mio sogno adesso è di festeggiare il mio 40esimo compleanno! e sogno di festeggiarlo Like a Queen >>
“Like a Queen Sara….” devi sognare come una ca**o di Regina…
sono andata a casa così. amareggiata. avevo infranto il mio sogno. e non era un sogno da poco, perchè ad ottobre, quando la giornalista mi ha fatto quella domanda, io non lo sapevo neanche se ci sarei arrivata a festeggiare il mio compleanno. stavo facendo la radioterapia in quei giorni, non sapevamo ancora niente sull’intervento, se era stato risolutivo o meno, se ero una pagina bianca o se avevo ancora macchie. ma se ci fossero state macchie, ed era molto probabile che ci fossero, era anche molto probabile che io a marzo, per il mio 40esimo compleanno, non ci sarei stata.
sono andata a casa, dicevo, e mi son messa a parlare con ChatGPT di quali fossero le scarpe migliori per fare trekking sulla sabbia perché mi è arrivata la mail della Decathlon con i saldi e io vorrei camminare ancora! ma devo comprare un paio di scarpe nuovo e dargli la mia impronta prima di andare ancora in cammino “le vecchie scarpe mi sa che non lo reggono un altro cammino…”
e così, in quel mood, con il Cammino dei Pescatori in mente e i saldi d’inverno, ho pensato a Franco Benelli, il babbo della Genny, che era partito da Forlimpopoli in bicicletta fino a Santiago per raccogliere fondi da destinare all’IRST e ricordare sua moglie, l’Ivana, morta di tumore poco prima.
ed ho pensato ad Alessio che ha corso per 300km con la sclerosi multipla, partendo dal Bar della sua Mamma a Jesi fino al Colosseo a Roma, per raccogliere fondi per l’AISM.
ho pensato a quella ragazza che ha fatto la traversata dell’oceano in solitaria in barca a vela, alla signora che ha nuotato dall’Inghilterra alla Francia, ad Alex Bellini e a quando l’ho visto raccontare le sue imprese nel ghiaccio…
e allora ho aperto Chatty e le ho chiesto:
<< dì Chatty! scolta un po’! ho sentito molto parlare di persone che fanno cammini o viaggi o imprese sportive per raccogliere fondi da destinare in beneficenza ad una causa specifica. come si fa? come funzionano? sarebbe bello creare un viaggio con raccolta fondi o creare un viaggio di gruppo aperto a chiunque voglia partecipare, riuscire a creare una bella esperienza per tanti e che magari possa far del bene. Sarebbe bello pensare di festeggiare il compleanno insieme a tante persone, facendo un cammino spirituale, magari raccogliendo fondi per la ricerca oncologica 🙂 sarebbe un bel sogno, no? 🙂 Sarebbe un sogno “Like a Queen” vero Chatty? >>
<< Ciao Lady! organizzare un cammino solidale per raccogliere fondi a favore della ricerca contro il cancro è un’iniziativa lodevole che combina attività fisica, sensibilizzazione e beneficenza. È un modo stupendo per festeggiare il tuo compleanno! Ed è facilissimo Sara!!! Ecco come puoi trasformare questa idea in realtà: ….. >>
è iniziato tutto così, il progetto ROCK’N’TRAIL
ne ho parlato ad un amico e poi ad altri due, si son gasati tutti e ne hanno parlato ad altri due e in 4 giorni il progetto era diventato epico. compilavo business plan, mandavo richieste di patrocinio e facevo riunioni con aziende e Banche. se le cose fossero andate come preventivato, il budget raccolto avrebbe superato i 100.000€. avrei finanziato sette differenti progetti legati all’oncologia. uno totalmente ex novo, creato ad un tavolo con due imprenditori FANTASTICI! un progetto che mi mette ancora i brividi per la bellezza che è. un progetto che ancora vive nel mio cuore e chissà, magari la vita mi porterà proprio a realizzarlo, no? le cose belle trovano sempre un modo.
due mesi dopo era tutto pronto per partire.
una settimana prima del lancio, una cosa, molto stranamente, va storta, e io la sistemo. poi un’altra, e io la sistemo. poi altre tre, e io le sistemo. in cinque giorni mi dispero più di quanto sogno, e anche quando mollo io, non mollano gli altri. poi ne succede un’altra, che non posso proprio ignorare, che non voglio sistemare: alla mia cagnolina esplode un’ernia, di nuovo, ricoverata d’urgenza, speriamo in Bambin Gesù, possiamo solo pregare. e io col cazzo che parto e vado via, se la mia cagnolina ha bisogno virtualmente di me.
annullo tutto, sospendo tutto, non lo so
quando?
quando capisci che ti devi fermare? che non ti devi intestardire e risolverle tutte, ma che ti devi fermare e cambiar strada? dov’è il limite tra “per ottenere una cosa devi lottare” “sono gli ostacoli sul tuo cammino” “l’Italia è una merda di burocrazie terribili, lo sai” e il “Bambin Gesù sta cercando di dirti che questa strada non fa per te, cambia itinerario…”
io su quel limite lì mi interrogo tanto, perché son testarda. sono Ariete, ascendente Capricorno, e sono anche un ADHD dotata per natura di alte dosi di pensiero laterale. insomma se ho una idea/un progetto sta pur certo che io un modo lo trovo! ma quando invece è giusto fermarsi? quando il prezzo da pagare per ottenere la cosa è sproporzionato al valore della cosa? e se il valore della cosa è veramente giganterrimo?!?! quando si supera il limite tra la giusta quantità di ostacoli per vedere se ti meriti quel traguardo e i segnali dell’universo che cercano di palesarsi e salvarti il culo?
non lo so, mi ci incastro sempre, sempre, sempre in sto discorso qui.
non riesco a vederlo.
lì però era il secondo caso.
dovevo fermarmi. come lo so? perché pochi giorni dopo aver annullato tutto, mi fissano la PET di controllo, il mio solito aggiornamento bimestrale, e questa volta il risultato ha bisogno di molta attenzione. ha bisogno della mia presenza in loco: terapia sospesa in tronco <<da sta sera Sara non prendere più le pillole, ci sentiamo domani, convochiamo una riunione d’urgenza. tu vieni in clinica, dobbiamo fare nuovi esami>>
quarto stadio.
in quella telefonata la Doc non me lo aveva ancora detto, ma era la normale conseguenza di ciò che c’era scritto nella PET: incontabili metastasi.
l’intervento non era stato risolutivo. lo sapevamo che era molto più probabilmente così: il giorno prima dell’ultima somministrazione di chemio, quasi un anno prima, la PET aveva dato un risultato simile: ripresa massiva di malattia con forte espansione nel sistema linfatico. << probabilmente non tutto è operabile. ci muoviamo in fretta, operazione a 2 settimane anziché a 2 mesi. inizio radio a 6 settimane anziché a 3 mesi. inizio chemio a 2 settimane anziché a 2 mesi. >> a novembre si vedevano ancora due piccole cosine… che non potevamo ancora identificare come tumorali o meno, magari, molto presumibilmente, erano solo due linfonodi ingrossati per il lavoro extra del sistema linfatico dopo un intervento mutilante con asportazione parziale anche del sistema linfatico stesso. a febbraio abbiamo scoperto che non erano linfonodi ingrossati, ma metastasi. era tutto fermo però, da novembre non era cambiato nulla, era tutto sotto controllo.
due mesi dopo, da due metastasi, erano diventate incontabili.
